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ARTI VISIVE E INSTALLAZIONI

da giovedì 21 a domenica 24 settembre

le installazioni nel paese

Terza fase di una produzione ASUNI: is Manus (le Mani). Anton Roca, artista catalano ha effettuato il rilevamento della geografia palmare degli abitanti fotografandone le mani e raccogliendone in schede i brevi racconti dell'esistenza di ognuno. Anche quest'anno, come segno di accoglienza, ogni famiglia esporrà alla finestra uno stendardo che riproduce l'immagine delle mani aperte, in posizione di offerta, di un suo componente (la madre, il padre, la nonna...). E nuovi stendardi si aggiungeranno ai precedenti.

le installazioni nelle case

Anche quest’anno gli artisti vengono invitati a produrre progetti originali, ospitati nelle case svuotate dall'emigrazione, traendo stimoli dal luogo, i suoi abitanti, le tematiche legate al viaggio.

casa Dore - Arianna Ulian continua il lavoro sulle Voci (is Boxis) che quest’anno s’intitola Le parole e le cose. Registrando brevi racconti degli abitanti, le voci saranno ricomposte in un’originale installazione per memoria ed oggetti. In uno spazio protetto, domestico, a raccontare storie saranno gli abiti che appartengono agli Asunesi. Habitus… modo di essere, consuetudine. Appesi alle grucce o sulle sedie suggeriscono la persona senza esibirla. Alcuni piccoli altoparlanti nascosti nei tessuti diffondono ciascuno una storia. Il pubblico può muoversi da un habitus all’altro scegliendo di ascoltare per intero ogni racconto o coglierne scampoli per creare nuove storie. Il volume di diffusione discreto suggerisce in lontananza un bisbiglìo collettivo e invita alla prossimità per sentire, oltre la voce, anche la traccia olfattiva del corpo che ha indossato i vestiti. L’artista stessa, l’ultimo giorno, interverrà dal vivo con una performance musicale ad integrare gli elementi raccolti che poi rimarranno patrimonio del paese.

casa Ricci - Erica il cane è il nome d’arte che unisce due fra i più interessanti artisti della nuova scena italiana. Ad Asuni propongono una riflessione sull'idea di memoria tramite la condizione dell'abitare, il desiderio di ritrovare origini e appartenenza, l’abbandono dei luoghi e ciò che resta: la memoria narrata dagli oggetti. L’installazione si sviluppa in due elementi: il video, viaggio onirico di una profuga palestinese che spera in un ritorno (una produzione ITC teatro - S. Lazzaro, tratta dall'opera di Pietro Floridia, Il sapore dell'acqua) - ed i quadri dipinti, immagine di ciò che resta in un luogo impregnato di memoria. Le figure, in apparenza bianche, sono invisibili alla luce… è necessario il buio per farle riaffiorare. Come quando, chiudendo gli occhi, riusciamo a distinguere il contorno dei ricordi e tracciare il confine delle sensazioni di un viaggio. Che questa volta non prevede ritorno.

casa Porcu Cau - Come nelle precedenti edizioni, dedichiamo uno spazio ed un’attenzione particolare a giovani artisti che non vivono nell’Isola ma lavorano “da sardi contemporanei” sulla propria esperienza e gli archetipi della nostra cultura d’origine. Ecco Rita Chessa e Virginia Farina, nate ambedue nel 1978, rispettivamente a Sassari ed Oristano, che presentano l’installazione dal titolo Passaggio Ponte. “Una nave è un ponte tra una terra e un’altra. Nello spazio di una traversata tutte le origini e le mete si confondono, così le voci, gli accenti, i racconti che si accavallano come le onde del mare. La traversata si fa installazione che, da una parte raccoglie le tracce tangibili degli spostamenti, facendo di una stanza lo spazio del viaggio, e dall’altra traccia nuove geografie, come combinazioni derivate da quegli stessi spostamenti. Partiamo dall’isola, intrecciando le sue strade con quelle nel mondo: ritagliando i confini della terra, dilatando quelli dell’immaginario”.