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da giovedì 21 a domenica 24 settembre
Omaggio a Grazia Deledda (a settant’anni dalla sua morte ed ottanta dal Nobel)
La Grazia ritrovata - dal muto al sonoro - proiezione musicata dal vivo da Romeo Scaccia. Uscito nel 1929, è uno dei film muti italiani più belli: con la regia di Aldo De Benedetti, che diventerà un grande sceneggiatore e commediografo, l'i-spirazione di Grazia Deledda, il marchio dell'arte di Giuseppe Biasi e Melkiorre Melis, racconta una storia di passione, tradimento, vendetta, perdono e redenzione legata alla cultura sarda attraverso una raffinata operazione di adattamento visivo. Nella Cineteca Nazionale della pellicola c'era solo una copia in pessime condizioni. L’Unione Sarda l'ha restaura-ta, affidando la composizione delle musiche a Romeo Scaccia. Il progetto è ideato e prodotto da Susanna Puddu e Ser-gio Naitza.
le installazioni nel paese
Terza fase di is Manus (le Mani), una produzione ASUNI. Anton Roca (catalano) ha fatto il rilevamento della geografia palmare degli abitanti fotografandone le mani. Anche quest'anno, come segno di accoglienza, ogni famiglia esporrà alla finestra uno stendardo che riproduce l'immagine delle mani aperte, in posizione di offerta, di un suo componente. E nuo-vi stendardi si aggiungeranno ai precedenti.
le installazioni nelle case
gli artisti vengono invitati a produrre progetti originali, ospitati nelle case svuotate dall'emigrazione, traendo stimoli dal luogo, i suoi abitanti, le tematiche legate al viaggio.
casa Dore - Arianna Ulian continua il lavoro sulle Voci (is Boxis) che ora s’intitola Le parole e le cose. Brevi racconti registrati dalle voci degli abitanti vengono ricomposti in un’originale installazione per memoria ed oggetti. In uno spazio protetto, domestico, a raccontare storie saranno gli abiti degli Asunesi. Habitus… modo di essere. Appesi alle grucce o sulle sedie suggeriscono la persona senza esibirla. Alcuni piccoli altoparlanti nascosti nei tessuti diffondono ciascuno una storia. Il pubblico può muoversi da un habitus all’altro scegliendo di ascoltare l’intero racconto o cogliere scampoli per crearne nuovi. Il volume di diffusione discreto suggerisce in lontananza un bisbiglìo collettivo, invita alla prossimità per sentire, oltre la voce, anche la traccia olfattiva del corpo che ha indossato i vestiti. L’artista, l’ultimo giorno, interverrà in performance dal vivo ad integrare gli elementi che rimarranno patrimonio del paese.
casa Ricci - Erica il cane è il nome d’arte che unisce due fra i più interessanti artisti della nuova scena italiana. Propon-gono una riflessione sull'idea di memoria tramite la condizione dell'abitare, il desiderio di ritrovare origini e appartenenza, l’abbandono dei luoghi e ciò che resta: la memoria narrata dagli oggetti. L’installazione si sviluppa in due elementi: il vi-deo, viaggio onirico di una profuga palestinese che spera in un ritorno (produzione ITC teatro S. Lazzaro, da Il sapore dell'acqua di Pietro Floridia) - e i quadri dipinti, immagine di ciò che resta in un luogo impregnato di memoria. Le figure, in apparenza bianche, sono invisibili alla luce… è necessario il buio per farle riaffiorare. Come quando, chiudendo gli occhi, riusciamo a distinguere il contorno dei ricordi e tracciare il confine delle sensazioni di un viaggio. Che questa volta non prevede ritorno.
casa Porcu Cau - Come sempre dedichiamo spazio e attenzione particolare a giovani artisti che non vivono nell’Isola ma lavorano “da sardi contemporanei” sulla propria esperienza e gli archetipi della cultura d’origine. Ecco Rita Chessa e Virginia Farina, nate nel 1978, rispettivamente a Sassari ed Oristano, con l’installazione dal titolo Passaggio Ponte. “Una nave è ponte tra una terra e un’altra. Nello spazio di una traversata tutte le origini e le mete si confondono, così le voci, gli accenti, i racconti che si accavallano come le onde del mare. La traversata si fa installazione che, da una parte raccoglie le tracce tangibili degli spostamenti facendo di una stanza lo spazio del viaggio, e dall’altra disegna nuove geo-grafie come combinazioni derivate da quegli stessi spostamenti. Partiamo dall’Isola intrecciando le sue strade con quelle del mondo, ritagliando i confini della terra, dilatando quelli dell’immaginario”.
la scrittura nelle lollas
Asuni prosegue nel proporre espressioni poetiche originali, incondizionate, fuori dai rituali dell'accademia, capaci di co-municare con forza ed intensità davvero non comuni nel panorama letterario internazionale.
Marc Porcu, nato in Tunisia, in Francia dall’età di tre anni. Molto presto si sente straniero fra le lingue, e la poesia gli ap-pare come unica via possibile per inscrivere la parola nella sfera individuale e sociale. A quattordici anni il primo viaggio in Sardegna, fino allora territorio della mitologia familiare, conferma la scelta della poesia come luogo dell’essere. Presi-dente dell’associazione Poésie-rencontres, è traduttore in Francia di Sergio Atzeni. Viene accompagnato dal figlio Dimi-tri Porcu (sassofono, clarinetto, tromba).
Pablo Armando Fernández, cubano. In esilio negli USA dal 1945 al 1959, anno della Rivoluzione Cubana. La sua ope-ra, prima intimista, presto svolta verso tematiche sociali e rivoluzionarie proiettandosi sul mondo esterno della storia. Il poeta Mario Benedetti ha scritto di lui: "Poche volte ho letto un'opera tanto smascherata e provocatoriamente soggettiva. Ma anche poche volte questa condizione mi è apparsa come tanto indeformabile, tanto solidamente sostenuta dalla ca-pacità dell'autore."
Carmen Yáñez, cilena (in Italia: Paesaggio di luna fredda, Abitata dalla memoria, e nel 2006 Terra di mele). Nel 1975 scompare nelle mani della polizia politica di Pinochet e, scampata all’inferno di Villa Grimaldi, rimane in clandestinità fin-ché nel 1981 esilia in Svezia dove inizia a pubblicare le sue poesie su riviste svedesi e tedesche. Nel 1997 si trasferisce in Spagna, nelle Asturie, dove tuttora risiede con suo marito, lo scrittore Luis Sepulveda.
Lance Henson, cheyenne, membro dei Dog Soldiers della Native American Church (Chiesa del Peyote) e dell’American Indian Movement. 23 raccolte di poesia tradotte in 27 lingue ed insegnate in 9 paesi. È stato rappresentante della nazio-ne Cheyenne alla Conferenza ONU dei Popoli Indigeni. Fra le sue incisioni un album rock, Lance Henson and Friends (Wide Records), al quale ha collaborato Giovanni Lindo Ferretti. Per protesta contro la persecuzione dei popoli indigeni non pubblica più le sue opere negli Stati Uniti.
ad essi si affiancano alcune fra le più interessanti voci italiane:
Carmine Abate (albanese di Calabria) sta in Trentino. Vissuto in Germania dove ha pubblicato i racconti Den Koffer und weg e Die Germanesi, ricerca socio-antropologica sull'emigrazione. Dirige la Biblioteca Emigrazione (Pellegrini ed.) per la quale ha curato In questa terra altrove, testi di emigrati italiani. Altre pubblicazioni: Nel labirinto della vita (poesia), Il muro dei muri, Il ballo tondo (Germania, Francia, Olanda, Grecia, Portogallo, Albania e Kosovo), Terre di andata (poe-sia), La moto di Scanderbeg, Tra due mari, La festa del ritorno (premi: Napoli, Selezione Campiello, Corrado Alvaro), Il mosaico del tempo grande.
Lello Voce (Napoli) poeta, performer, scrittore: Farfalle da combattimento, Fast Blood, Il Cristo Elettrico, L'esercizio della lingua (premio Delfini). Ha introdotto in Italia il Poetry Slam e realizza spettacoli di poesia (Tokyo, San Paolo, New York, Berlino, Barcellona) collaborando con Paolo Fresu, Giacomo Verde, Michael Gross, Frank Nemola, Luigi Cinque. Autore TV, direttore artistico (Romapoesia, Absolute Poetry), scrive sull'Unità e i quotidiani e-Polis. Autore della prima controin-chiesta sulla morte di Carlo Giuliani e, con Giacomo Verde, di Solo Limoni, libro+VHS sui fatti di Genova.
e i sardi
Francesco Abate, giornalista, Dj Frisco nei club dell'Isola. Romanziere: Mister Dabolina, (Castelvecchi), Il cattivo croni-sta e Ultima di campionato (il Maestrale, premio Solinas 99), e Catfish con Massimo Carlotto. Si ripresenta ad Asuni con tre attori (Giacomo Casti, Stefano Farris, Tiziana Martucci) e due musicisti (Sara Carucci e Corrado Loi) in una dinamica interpretazione di brani del suo ultimo libro: Getsemani, che, in un montaggio cinematografico alla Altman, “ci regala … il ritratto di un microcosmo cialtrone e brutale, totalmente incapace di accorgersi della propria drammatica ridicolaggine”.
Infine uno di noi, Antonio Rubattu, presidente di Su Disterru, tra i fondatori del PROGETTO ASUNI, col suo primo ro-manzo Hanno morto a Vinnèpaitutti, edito da ‘il Maestrale’. Solo pochi sanno che questa tragicommedia salace, in un ita-liano misto al sassarese, nasconde in realtà una vera e propria ballata, e Nello (Antonio Rubattu), chitarra alla mano, sa-prà dimostrarcelo.
la scrittura alle domus de janas
tutto inizia al tramonto con le letture di Parole Rivelate, associazione nata a Cagliari dall’idea di Carla Calò, Ida Perni-ciano e Giuliana Perrotti, per rivelare scritture sconosciute. ”Parole rivelate arriva ad Asuni in punta di piedi, tra le pietre magiche e silenti delle Domus de Janas, e, come si parla nei luoghi incantati, sottovoce racconta”. Le autrici selezionate sono: Rita Bonomo, Cloff, Francesca Giraldi, Maria Loi, Giuliana Perrotti, Renata Ponzè, Amilga Quasino. Pensiamo ne-cessario aprire un nuovo spazio alla scrittura e riconsegnarla alla dimensione comunicativa. Quale migliore fruitore di una comunità che con la narrazione ha trasmesso nei secoli le sembianze del proprio spirito?
le azioni, il teatro
Săman - action painting di Paola Riascos - suoni: Terroritmo - fotografie: Ilaria Turba. “Sciamano. Vicino alla mia casa c'è un albero centenario chiamato Saman. Imponente, silente, accompagna la mia infanzia: presente ai discorsi di fami-glia, ci passavamo accanto per uscire. Nell'azione il corpo della Donna è tramite della memoria che consegna il messag-gio senza interferenze dell'ego. Il movimento è racconto ininterrotto. Storie e volti della mia terra diventano epopea miti-ca. Epica della vita, passaggio di generazioni, spesso atrocemente caotico. Racconto dell'esilio, dell'appartenenza. Sto-ria di un pueblito in Colombia o di qualunque paesino della Terra, come Asuni...” Paola Riascos (colombiana, vive in Puglia), ha lavorato con compagnie teatrali (Colombia e Italia) e studiato pittura in viaggio nel mondo (Italia, India, Israe-le, Francia). Terroritmo crea dinamiche con percussioni, manipolazioni elettroniche, oggetti, voce… Pulsanti, ossessive, ipnotiche, oniriche, le composizioni formano ambienti, visioni e movimenti interiori. Ilaria Turba utilizza il video e la foto-grafia, adottando questa come privilegiato mezzo espressivo in equilibrio tra ricerca artistica e indagine sociale.
Due - di Leonardo Capuano e Renata Palminiello. Come un film, spiati dall’occhio della telecamera nascosta. O come un libro letto saltando le pagine. Frammenti che, rifiutando di raccontare tutta la storia di due misteriosi e silenziosi qua-rantenni alla deriva, permettono allo spettatore di riempire i vuoti, immaginare il non detto, solo accennato o vagamente ricordato. Fra tutto ciò che avrebbe potuto accadere e per errore ha preso un’altra strada. Riso, pianto, solitudine, voglia di toccarsi, ballare insieme, essere felici: quello che nella vita è andato perduto o, più banalmente, non c’è mai stato. O non ne sei stato capace ed ora non riesce più. “…spettacolo fatto di silenzi, sguardi, sospensioni, vuoti: una felicissima prova di due attori bravissimi, isolati, forse sprecati dal nostro sordo sistema teatrale…”.
la musica all’anfiteatro
Anche quest'anno i musicisti saranno fondamentale tramite dell'evento conducendo, a turno, le improvvisazioni con gli altri musicisti, gli scrittori, i poeti. Oltre alla consueta Jam finale, due concerti:
ASKUSORJU - Gavino Murgia (nuorese), da bambino studia il sax alto e suona con gruppi di musica leggera. Con gruppi italiani e stranieri nei principali jazz festival in Italia, tutta l’Europa, Sud Africa, Cuba, USA, Yemen, Pakistan… La sua ricerca è rivolta alle sonorità della Sardegna con, insieme al sax tenore e soprano, l’uso della voce gutturale e le launeddas. Ha suonato con numerosi musicisti in vari contesti, dall’orchestra jazz a quella sinfonica. Francesco Sotgiu, dopo il Conservatorio di violino si dedica al jazz, la sperimentazione, la riproposizione delle percussioni popolari. È in di-versi progetti: Emanuele Cisi Quartet, Five for jazz, Nuyen Le Trio, Petrella X-Ray quartet, quartetto Della Porta, Abaca-da di A.Parodi. Col settetto di Paolino Della Porta, Antonello Salis e Paul McCandless, ha lavorato alla colonna sonora del film Domenica di Wilma Labate.
I GASTRONAUTI - Duo poliedrico, ritmica di diverse formazioni (Ella Guru, Specchio Ensemble, Impossibili Trio, Musica nel Buio, Trio Magneto), ha costruito un proprio linguaggio di tempeste sonore, temi destabilizzanti, ambienti rarefatti e fluttuanti. Una sezione ritmica svincolata, solista, che oltrepassa qualsiasi forma usuale. Viaggiatori di musiche intestine, tritano quel che resta nella loro memoria musicale, vomitano cut-up furiosi e pillole lisergiche. Numerosi concerti ed il CD Mosche Mutanti. Sono: Vincenzo Vasi (Voce, basso, theremin, live electronics). Compositore dallo stile surreale, uno dei musicisti più eclettici in Italia. Spazia dalla sperimentazione elettronica al pop d’autore. Incrociando teatro, rimusicazione di film muti, installazione sonora, ha partecipato a numerosi festival internazionali incidendo oltre 20 CD. Come tecnico fa ricerca sul suono e la sua diffusione. Mirko Sabatini (Batteria, giocotronica). Nelle formazioni Ella Guru, Musica nel buio, Trio Magneto, Eva Kant, Specchio Ensemble, Atman, Vakki Plakkula, in solo con MK Orchestrin. Dal 98 lavora nei club, teatri e centri d'arte del Québec. Interessato alla microgranularità del suono col progetto Bassa Fedeltà (V. Vasi, J.P. Gauthier, Mk. Sabatini). Nel 2000 col Duo Travagliando presenta un'installazione al Museo d'Arte Contemporanea di Montrèal.
JAM - Per consuetudine si chiude con la Jam, l’improvvisazione finale, la festa a cui partecipano i numerosi musicisti ospiti ad Asuni. Ma sappiamo già che si potranno aggiungere presenze eccellenti fuori programma… E i poeti, gli scritto-ri, i performers? Vedremo lì…
I laboratori - dal 22 al 24 settembre
Laboratorio teatrale condotto da Leonardo Capuano e Renata Palminiello
“La cosa che sempre mi affascina è la possibilità di dare forma a ciò che forma non ha, ciò che è cosi difficile da raccon-tare, da far capire. Dare forma alla propria emotività. In azioni sintetiche, in sovversioni fisiche o verbali, tradurre ciò che si muove dentro fino ad arrivare a sé, ad un proprio stare, un proprio dire, un proprio sguardo. Io sono andato via dalla mia e andandomene me la sono portata via”.
Il lavoro sarà incentrato sulla possibilità di espressione o di linguaggio, attingendo dalla propria esperienza. Il periodo di studio e di ricerca sarà basato sulle possibilità espressive dell’attore e sulla consapevolezza dell’azione che egli compie durante la recitazione, unita agli elementi del lavoro fisico e vocale, e alla funzione del testo.
3 giorni di laboratorio, 6 ore di lavoro al giorno.
Laboratorio musicale rivolto ai bambini condotto da Luigi “Lullo” Mosso
piccolo viaggio musicale a bordo del mototrabbasso
Il laboratorio si rivolge a bambini di ogni età…vuole essere un piccolo viaggio nel mondo della musica del mondo. Cer-cheremo in tre giorni di sentire suonare ed esperire musica così come viene fatta in alcuni angoli del pianeta. Scoprire di avere una voce per cantare, giocare con il suono la melodia ed il ritmo, facendosi guidare dalla musica in un percorso verso l’esterno ma anche verso l’interno, scoprendo la propria musicalità. Una performance finale concluderà il percorso.
Luigi Lullo Mosso da anni affianca all’attività di contrabbassista, cantante, musicista, performer, quella pedagogica nel teatro per ragazzi, tenendo laboratori musicali nelle scuole elementari e medie di Bologna e provincia, con l’associazione Mus.e Italia, e realizzando progetti e laboratori musicali e teatrali con bambini e con i pazienti psichiatrici della compagnia “Senza Sipario”.
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